Epilessia e clima
L’eziologia dell’epilessia comprende cause genetiche, strutturali, metaboliche e, sempre più frequentemente, fattori ambientali.
Negli ultimi anni, la ricerca epidemiologica ha mostrato un crescente interesse verso il ruolo delle esposizioni ambientali, in particolare l’inquinamento atmosferico e le condizioni climatiche, come potenziali determinanti del rischio di crisi epilettiche e di aggravamenti clinici nei soggetti affetti da epilessia.
Recentemente è stato identificato un numero consistente di studi che riportano associazioni positive tra concentrazioni elevate di inquinanti atmosferici e un aumento del rischio di crisi epilettiche, sebbene tali risultati non siano uniformi e presentino una marcata eterogeneità.
In particolare, il biossido di azoto (NO₂) e PM₂.₅ emergono come gli inquinanti più frequentemente associati a un incremento degli eventi epilettici negli studi a breve termine, suggerendo un possibile ruolo di questi contaminanti nella modulazione della soglia convulsiva.
Sebbene l’associazione tra inquinamento e crisi epilettiche non sia universalmente osservata quanto riscontrato suggerisce che gli effetti dell’inquinamento possano essere mediati da meccanismi biologici quali neuroinfiammazione, stress ossidativo e alterazioni della neurotrasmissione, che possono facilitare l’insorgenza di scariche epilettiche in soggetti vulnerabili.
Inoltre anche le condizioni meteorologiche e in particolare le basse temperature medie giornaliere sono risultate associate a un aumento del rischio di accesso ospedaliero per crisi epilettiche, con un incremento del rischio fino a circa il 40 % nei giorni più freddi rispetto alla distribuzione annuale.
Questo effetto del freddo è stato interpretato come potenzialmente legato a risposte fisiologiche allo stress termico, che potrebbero contribuire a ridurre la soglia convulsiva.
In conclusione è possibile sostenere un ruolo dell’inquinamento atmosferico, in particolare del NO₂, e delle basse temperature come fattori associati a un aumento del rischio di crisi epilettiche o di accessi ospedalieri per eventi convulsivi.
Da dott.net febbraio 2026.