CHE COS’È L’EPILESSIA

DALLE DOMANDE PIÙ FREQUENTI AI CONSIGLI PER AFFRONTARE UNA CRISI EPILETTICA: ECCO TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

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CRISI EPILETTICHE
CONOSCERLE
PER SUPERARE
LA PAURA

Ne hanno sofferto tanti "big" della storia, da Maometto a Giulio Cesare, da Napoleone I ad Abramo Lincoln e, per citare personaggi più recenti, Prince, Neil Young, Elton John e Jack Lemmon. In passato sono state considerate di volta in volta manifestazioni del sacro, del diabolico o di qualche devianza caratteriale. Oggi, grazie alla medicina moderna, sappiamo che le crisi epilettiche - tipica manifestazione dell'epilessia - non hanno nulla di soprannaturale. Eppure a volte permane un alone di pregiudizi o timori ingiustificati.
Per vincere la paura, basta saperle riconoscere e affrontare.

Che cos'è una crisi epilettica

Una crisi epilettica è un evento improvviso, spontaneo e imprevedibile, di durata generalmente breve, caratterizzato da sintomi diversi. Esistono diversi tipi di epilessia e diversi tipi di crisi epilettiche.

Le crisi epilettiche si dividono in crisi “generalizzate”, che coinvolgono entrambi gli emisferi del cervello, e crisi “focali” (o “parziali”), che riguardano aree più limitate e possono, eventualmente, diffondersi ad aree più ampie. Si tratta di una distinzione che riguarda i meccanismi di base e i sintomi con cui la crisi si può verificare, e non la sua gravità.

Un esempio di crisi generalizzata (una delle più conosciute) è quella “di Grande Male”. Durante questo tipo di crisi, il paziente perde improvvisamente conoscenza, può emettere un urlo, cadere a terra rigido, avere poi delle scosse, durante le quali può mordersi la lingua e perdere le urine.

Tra le crisi focali quella “motoria” è una delle 6più comuni: il soggetto può rimanere cosciente e in grado di parlare, ma presentare un irrigidimento e delle scosse di segmenti muscolari (ad esempio, di un braccio). Diverse le crisi “temporali”: il soggetto avverte un’improvvisa sensazione inusuale (ad esempio, qualcosa che dalla pancia sale verso la gola), perde contatto con l’ambiente, può presentare movimenti automatici (delle mani, della bocca) e, dopo uno-due minuti, tornare cosciente, anche se spesso confuso.

Le crisi epilettiche si dividono in crisi “generalizzate”, che coinvolgono entrambi gli emisferi del cervello, e crisi “focali”, che riguardano aree più limitate.

Perchè si verifica una crisi epilettica

Le crisi epilettiche sono causate da un’ipereccitabilità delle cellule nervose (i neuroni), che comunicano fra loro attraverso impulsi elettrici. Se nel cervello si verifica un’alterazione dell’attività elettrica (gli impulsi diventano troppi), può manifestarsi una crisi. Il soggetto non percepisce questa alterazione come “scosse elettriche”, ma sotto forma di altri sintomi, molto diversi fra loro.

Le cause di questa ipereccitabilità possono essere molteplici: per esempio traumi, sofferenza al momento del parto, difetti genetici, malformazioni cerebrali.

Le crisi epilettiche sono causate da un’ipereccitabilità delle cellule nervose.

Che cosa succede durante una crisi epilettica?

Le crisi epilettiche focali hanno un inizio (aura), una parte centrale e una fine.

L’aura è il primo sintomo di una crisi epilettica. Non sempre si verifica: alcune persone possono non avere alcun preavviso, subito prima di una crisi. I sintomi di questa fase possono essere difficili da descrivere a parole oppure, al contrario, facili da riconoscere o descrivere. Tra quelli sensoriali/emotivi possono verificarsi déjà vu, jamais vu, perdita o offuscamento della visione, paura o panico, o altre sensazioni. Tra quelli fisici ci sono vertigini, mal di testa, nausea, intorpidimento che da una parte del corpo si diffonde ad aree vicine.

Non sempre l’aura si verifica: alcune persone possono non avere alcun preavviso, subito prima di una crisi.

I sintomi possibili sono diversi tra loro, sia di tipo sensoriale/emotivo che fisico, e possono verificarsi con intensità diverse.

La parte centrale è la fase “critica” di una crisi epilettica.

I sintomi possibili sono diversi tra loro e possono verificarsi con intensità diverse. Tra quelli di tipo sensoriale/emotivo possono verificarsi perdita di consapevolezza, confusione, disorientamento, momentanea perdita di memoria o di coscienza o della vista, suoni/odori/sapori inusuali, allucinazioni, sensazione di ottundimento/formicolio o di scossa in una parte del corpo, sensazione di essere al di fuori del proprio corpo, déjà vu o jamais vu, sensazione di panico, paura; sono possibili anche sensazioni piacevoli. Tra i sintomi fisici ci sono invece difficoltà di linguaggio, di deglutizione, di respirazione, di movimento, muscoli rigidi o in tensione, movimenti ripetuti o automatismi che possono coinvolgere volto braccia o gambe, modificazioni del colore della pelle, accelerazione o rallentamento del battito cardiaco.

Quando la crisi termina si entra nel momento di ripresa post-crisi. Ha una durata variabile, da pochi istanti ad alcune ore. Anche in quest’ultima fase i sintomi possono essere diversi e di intensità variabile. Tra i sintomi sensoriali/emotivi ci possono essere lentezza nel rispondere a una domanda o a un comando, sonnolenza, confusione, perdita di memoria, difficoltà a parlare o scrivere, tristezza, ansia o frustrazione. Tra quelli fisici, la persona potrebbe provare stanchezza, necessità di dormire, mal di testa o altri dolori, nausea, sete, debolezza generale o di una parte specifica del corpo, urgenza di andare in bagno o perdita del controllo della vescica o dell’intestino. Se il soggetto è caduto durante la crisi, potrebbero esserci contusioni, tagli, fratture, traumi cranici.

Il momento di ripresa post-crisi ha una durata variabile, da pochi istanti ad alcune ore.

CHE COSA FARE

Se il malato sta per cadere, cercate di sorreggerlo e di attutire la caduta, accompagnandolo gentilmente al suolo.

Mettetelo su un lato, nella cosiddetta "posizione laterale di sicurezza", per facilitare la respirazione ed evitare che l’eventuale saliva prodotta possa ingorgare le vie aeree.

Fate spazio attorno a lui, cercate di allentargli gli abiti a livello del collo e mettetegli qualcosa di morbido sotto la testa.

Guardate quanto dura la crisi.

Nella fase di ripresa dalla crisi, vigilate per evitare che il soggetto non si faccia del male.

CHE COSA NON FARE

È inutile mettere qualcosa tra i denti per evitare che la persona si morda la lingua: probabilmente se l’è già morsa all’inizio della crisi. Inserendo qualcosa in bocca, al contrario, si rischia che il malato si faccia male al palato o all’arcata dentale.

Non bloccate i movimenti convulsivi e non muovete o sollevate il malato (a meno che non si trovi in pericolo).

La crisi ha un suo corso che va rispettato: non dare "sberlette" al malato per farlo riprendere.

RICOVERO OSPEDALIERO

Non è necessario in caso di crisi brevi ed isolate

È necessario se la crisi è prolungata o se si verificano più crisi molto ravvicinate fra loro ("stato epilettico").